La via del Sentire
In questo mio scritto intendo l’accezione del verbo sentire non come sinonimo di ascoltare ma come estensione del percepire; abbiamo smarrito la capacità di sentire il mondo intorno a noi e l’oceano di emozioni dentro di noi.
L’artificiosità della vita odierna sta negli eccessi che siamo costretti ad esperire e ai quali non riusciamo più a rinunciare. Ricordo le mie esperienze di bambino ed inevitabilmente mi vedo confrontare quel modo di vivere con quello dei miei figli. Allora, gli stimoli visivi ed informativi cui eravamo sottoposti erano di gran lunga inferiori a quelli attuali; la televisione, in bianco e nero, aveva 3 canali, quando il segnale della tv svizzera arrivava pulito, altrimenti erano solo 2 e i cartoni animati cominciavano verso le 17.00 per terminare mezz’ora dopo, quindi eravamo fuori a giocare. Le immagini e le informazioni che ci invadevano erano relativamente poche rispetto ad oggi, in cui abbiamo una televisione per ogni camera (forse anche in bagno), accesa costantemente, uno smart phone a persona, la play station e il computer collegato no-limits ad internet. Il flusso informativo visivo è ormai un fiume in piena che ci ha travolto.
A livello uditivo, non siamo messi meglio. Le nostre città sono caotiche, rumorose, la musica a “manetta”, non riusciamo a rimanere senza cuffie nemmeno per quei pochi minuti in cui siamo alla fermata dell’autobus e quando facciamo jogging. La stessa televisione oltre ai messaggi visivi ci inonda di informazioni uditive, soprattutto quelle di carattere pubblicitario.
Non parliamo di odori e sapori! L’emblema della nostra intossicazione da eccessi si chiama Fast Food, un condensato di sale e saccarosio che oscura il gusto e annebbia i nostri recettori, tanto che i bambini, intorpiditi dalla violenza degli additivi, non riconoscono più il sapore delle verdure, la qualità di un buon risotto o di una minestra. Merendine, creme di cioccolato all’olio di palma completano la “globalizzazione” della percezione gustativa.
Questo ragionamento non vale certo solo per i nostri bambini ma coinvolge chiaramente anche noi adulti che allo stesso modo viviamo un’aggressione sistematica da parte degli eccessi e alla quale facciamo fatica a sottrarci, del resto con tutto quello che abbiamo da fare, meno male che hanno inventato i “4 salti in padella”!
Ci troviamo quindi, e parlo per coloro che hanno percezione che qualche cosa non funziona più, a ricercare un’altra via rispetto a quella del pensiero e della conoscenza teorica, una via antica e ancestrale che alberga già dentro di noi, una via che ci riporti sulla strada del rapporto umano, della comprensione e dell’ascolto. In questo, le operatrici del benessere sono favorite rispetto agli altri mondi professionali, perché già da subito possono applicare questo nuovo paradigma nel proprio lavoro. La via del sentire ti porta a dare importanza a ciò che non vedi ma che senti essere vero, molto più di ciò che è materiale. Il rapporto con la cliente non rimane più confinato nello spazio fisiologico dell’erogazione del servizio ma si fonde con le sfere energetiche ed emozionali dei due soggetti.
Percepire il respiro della cliente, associarlo al proprio, svuotare la mente, canalizzare le risorse energetiche per donare ristoro, sono le pratiche che l’estetica bio.psicosomatica propone, in sinergia con l’impiego di aromi naturali pre-dispersi in olio di jojoba purissimo pressato a freddo. Le manualità di massaggio bio.psicosomatico aiutano in questa ricerca di percezione mettendo in collegamento l’inconscio dei due. Si tratta di tocchi apparentemente semplici da realizzare, ma assolutamente estranei alle consuetudini del settore perché conta molto di più lo stato emozionale con cui si applicano rispetto alla tecnica utilizzata per eseguirli; “conta molto di più l’intenzione con cui lo fai rispetto a quello che fai”.
La linea guida dei trattamenti olistici in bio.psicosomatca è proprio questa; l’intenzione con cui fai le cose determina il risultato finale molto di più di ciò che in realtà stai facendo. Per queste ragioni il percorso olistico rappresenta la via del Sentire, la porta che si apre su un mondo di percezioni e sensazioni nuove, per la cliente e per l’operatrice, uno spazio in cui il risultato, pur nella sua importanza perde valore, mentre la percezione di un benessere interiore determinato dalla gratificazione multisensoriale assurge a priorità cui non si può più fare a meno.
Alessandro Gornati – CEO emds italy
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